Termini di Garanzia e Recesso

GARANZIA LEGALE

La garanzia legale è obbligatoria per legge, ha validità due anni dalla consegna del bene, è inderogabile e può essere fatta valere dal consumatore direttamente nei confronti del venditore, nel caso in cui il bene di consumo acquistato presenti un difetto di conformità rispetto al contratto di vendita.

Il Codice del Consumo (D.lgs. n. 206 del 6/09/05 in recepimento della Direttiva 1999/44/CE) stabilisce infatti che il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore un prodotto conforme al contratto di vendita.

Rispetto alla normativa precedente, il Codice del Consumo ha rafforzato le tutele in favore del consumatore, definito come persona fisica che agisce per scopi estranei ad un’attività imprenditoriale, commerciale, professionale o artigianale, imponendo precisi obblighi al venditore e ampliando l’ambito di applicazione e la durata della garanzia legale e i termini di denuncia del difetto.

COSA SI INTENDE PER “DIFETTO DI CONFORMITÀ”?

Per essere conforme un bene deve:

  • essere idoneo all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;
  • essere idoneo all’uso voluto dal consumatore, dichiarato al venditore al momento della vendita e da questi accettato;
  • essere conforme alla descrizione fatta dal venditore o dal produttore e possedere le qualità pubblicizzate e descritte sull’etichettatura;
  • possedere le qualità mostrate al consumatore dal venditore attraverso un campione o un modello.

In caso di installazione del bene da parte del venditore

Il difetto di conformità che deriva dall’imperfetta installazione del bene di consumo è equiparato al difetto di conformità del bene, quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità.

La garanzia legale copre i difetti esistenti al momento della consegna, vale a dire i difetti originari del prodotto che si manifestano nell’arco dei 24 mesi, con esclu-sione, quindi, dei difetti sopravvenuti (ad es. dovuti all’uso, a mancata o cattiva manutenzione, a sostituzione di pezzi di ricambio non originali ecc.).

I DIRITTI DEL CONSUMATORE

In caso di difetto di conformità il consumatore può pretendere dal venditore che il bene sia sostituito o riparato, a sua scelta, senza spese aggiuntive ed entro un congruo termine.

Quando la riparazione o la sostituzione sono oggettivamente impossibili o eccessivamente onerose, o la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha recato notevoli inconvenienti per il consumatore, si può richiedere la risoluzione del contratto (con restituzione contestuale del prezzo pagato e del bene acquistato) o la riduzione del prezzo.

La garanzia legale non è valida nel caso in cui sia stato il consumatore a causare il danno, oppure se il consumatore conosceva o poteva conoscere il difetto al momento dell’acquisto, oppure ancora se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore (es. per confezionare un abito su misura il consumatore fornisce le misure e la stoffa).

TERMINI E CONDIZIONI

La garanzia legale dura due anni, mentre il termine per la denuncia del difetto è di due mesi dalla sua scoperta, per un totale di ventisei mesi dalla consegna del bene (24 mesi per la rilevazione del difetto + 2 mesi per la denuncia).

Se la riparazione del bene avviene durante la validità della garanzia legale, per il pezzo sostituito non decorre un nuovo periododi garanzia, che quindi terminerà allo scadere dei ventisei mesi dall’acquisto.

Se invece la riparazione avviene oltre il termine della garanzia legale, per il pezzo sostituito inizierà a decorrere una nuova garanzia, della durata di 2 anni a decorrere dalla data d’installazione o di consegna.

Se il difetto di conformità si manifesta entro sei mesi dalla consegna, si presume che tale difetto fosse presente già al momento dell’acquisto.

Se, invece, il difetto di conformità si manifesta oltre i sei mesi ma entro i due anni dalla consegna, il consumatore dovrà dimostrare che il danno è collegato a un vizio esistente al momento della consegna.

APPLICAZIONE DELLA GARANZIA LEGALE

La garanzia legale si applica a tutti i contratti di vendita di beni mobili di consumo (es. elettrodomestici, auto, abbigliamento, mobili, pc, telefoni, condizionatori, etc.).

La legge estende questa tutela anche ai contratti finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre, ai contratti di permuta; ai contratti di somministrazione (es. la fornitura periodica di bottiglie d’acqua); ai contratti di appalto (es. la realizzazione di un mobile su misura per la propria abitazione); ai contratti d’opera (ad esempio l’affidamento ad un sarto della creazione di un vestito).

La garanzia legale si applica anche ai contratti di vendita di beni in saldo e di beni usati. La garanzia legale per i beni usati non può però essere inferiore ad un anno e viene esclusa in caso di difetti dovuti all’uso.

ESCLUSIONI

Sono esclusi tutti i contratti di locazionecomodato d’usodonazione; i contratti di leasing finanziario; quelli per beni immobilie per beni oggetto di vendita forzata o di vendita da parte delle Autorità Giudiziarie; i contratti per la fornitura di energia elettrica e i contratti per la fornitura di acqua e gas, salvo quelli consegnati in una quantità determinata, ad esempio in bottiglie o bombole (in tal caso si qualifica come contratto di somministrazione).

GRATUITÀ DELLA GARANZIA LEGALE

La Garanzia legale è sempre gratuita, qualunque sia il rimedio scelto. Il venditore non può addebitare alcuna spesa al consumatore, né per materiali, né di spedizione o manodopera.

Il venditore è inoltre tenuto a dare seguito alla denuncia del difetto di conformità in modo tempestivo, che è da valutarsi, in ogni caso, in base alla natura e all’uso del bene.

DOCUMENTAZIONE

È molto importante conservare per almeno ventisei mesi gli scontrini fiscali (meglio ancora una fotocopia per evitare la cancellazione del testo sulla carta chimica) o le fatture intestate ad una persona fisica. Ricorda che come prova d’acquisto, è valido anche il tagliando dell’assegno, oltre che la cedola della carta di credito, lo scontrino del bancomat o la stessa confezione.

È inoltre essenziale che la prova di acquisito rechi la data e, possibilmente, anche la descrizione del bene comprato.

In mancanza di almeno uno di questi documenti, è valida anche la testimonianza.

LA GARANZIA LEGALE SI APPLICA PER I PROFESSIONISTI/TITOLARI DI PARTITA IVA?

No, la tutela della garanzia legale è riservata esclusivamente ai consumatori, cioè le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta e si applica solo ai contratti tra consumatore e venditore.

In tutti gli altri casi, e cioè nei contratti tra privati o tra società, associazioni o professionisti con partita iva, si applica il Codice Civile (artt.1490 e ss.).

DIFFERENZA CON LA GARANZIA COMMERCIALE

La garanzia commerciale (o convenzionale) di solito viene offerta dal produttore. Si aggiunge a quella legale, ma non la sostituisce, non pregiudica quindi la garanzia legale che spetta sempre al consumatore.

È facoltativa, ma una volta offerta diviene vincolante per chi la propone, secondo le modalità indicate.

È libera nella durata, nell’oggetto e nell’estensione territoriale.

La garanzia convenzionale non può in nessun caso limitare i diritti del consumatore ma può esclusivamente ampliarli (ad esempio, prevedendo riparazioni in tutto o in parte gratuite per una durata più ampia dei due anni, ovvero prevedere servizi accessori o ulteriori vantaggi per il consumatore in caso di difetti, come la consegna di un’auto sostitutiva durante il tempo necessario per la riparazione).

COME ESERCITARE I TUOI DIRITTI?

Il venditore è l’unico soggetto responsabile nei confronti del consumatore, a pre- scindere dal fatto che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva (ad esempio il produttore). È il venditore a dover rispondere direttamente e personalmente alle richieste del consumatore, facendosi carico di ogni eventuale onere. Il venditore potrà poi rivalersi a sua volta sul responsabile del difetto di conformità.

Quindi sappi che:

  • sono illegittime le richieste del venditore di rivolgersi direttamente al centro di assistenza o alla casa produttrice del prodotto;
  • sono illegittime le clausole contrattuali che escludono o limitano i diritti del consumatore, anche qualora vi sia un espresso consenso di quest’ultimo indicato nel contratto di vendita.

DIRITTO DI RECESSO

La compravendita di beni di consumo è quanto di più quotidiano ed ordinario ci sia, seppur la stragrande maggioranza dei consumatori non sappia con esattezza quali siano i diritti e le tutele a loro disposizione.

Sia il Codice del Consumo (D.lgs. n. 206/2005) che il Codice Civile prevedono tutele a favore dei consumatori, a seconda del luogo in cui si perfezioni la transazione commerciale.
Nel caso di compravendita a distanza (cd. Contratti negoziati fuori dei locali commerciali), come gli acquisti online, è riconosciuta al consumatore una serie di diritti supplementari rispetto a quelli previsti dalla disciplina ordinaria.

Basti pensare al diritto di recesso ad nutum (senza fornire alcuna spiegazione al venditore) e/o al diritto a ricevere tutte le informazioni utili in proposito ben prima della conclusione dell’accordo negoziale (art. 47).

Ambito di applicazione

Il diritto di recesso può essere esercitato, come detto, solo in relazione ai contratti di compravendita di beni o servizi, conclusi a distanza, ovvero fuori dai locali commerciali, tra consumatore e professionista, e solo dal primo nei confronti del secondo, non viceversa.

Il diritto di recesso si applica invece solo alla compravendita tra un professionista/venditore e il consumatore finale.

Le garanzie previste dal Codice del Consumo non sono riconosciute nel momento in cui la transazione, seppur conclusa a distanza, veda il consumatore acquistare con partita IVA, in quanto in questo caso è un cliente professionista e non un consumatore finale.

Il venditore deve sempre farsi carico dell’obbligo di comunicare al consumatore la facoltà di esercitare il diritto di recesso.

Il diritto di recesso è irrinunciabile e non assoggettabile a penali o limitazioni. Il suo esercizio non è limitato alle ipotesi di giusta causa, poiché il consumatore può esercitare il diritto di recesso senza essere tenuto a fornire alcuna spiegazione circa i motivi e le cause per cui intende sciogliere il contratto. Ogni clausola contraria, eventualmente presente, sarebbe da considerarsi nulla.

Come esercitare il diritto di recesso

Il diritto di recesso si esercita con l’invio entro il termine di quattordici (14) giorni di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. È possibile inviare la comunicazione, entro lo stesso termine, anche mediante telegrammatelexposta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive. 

Nella raccomandata è sufficiente inserire i propri dati, quelli relativi all’ordine e all’acquisto effettuati, comunicando l’intenzione di recedere dal contratto, con l’intimazione di restituire il prezzo pagato entro il termine tassativo di 30 giorni.

Qualora nell’informativa riguardante il diritto di recesso o nell’offerta di vendita o nelle clausole di contratto, ciò sia espressamente previsto, il consumatore può esercitare il diritto di recesso procedendo alla diretta ed immediata restituzione del bene, senza l’onere della preventiva comunicazione.

Chiaramente il consumatore sarà liberato ed avrà diritto alla restituzione di quanto pagato al professionista, al netto delle spese di consegna e rispedizione (sempre a carico del consumatore), solamente dal momento in cui il venditore, controllata la merce ed attestatane l’integrità e la perfetta corrispondenza a quanto venduto, confermerà il tutto.

Il rimborso deve avvenire gratuitamente, nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista è venuto a conoscenza dell’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. Le somme si intendono rimborsate nei termini qualora vengano effettivamente restituite, spedite o riaccreditate con valuta non posteriore alla scadenza del termine precedentemente indicato.

Termini per l’esercizio del diritto

Il diritto di recesso può essere esercitato dal momento della conclusione del contratto fino a quattordici giorni dopo il ricevimento della merce (art. 65 Codice del Consumo). Nel caso in cui il professionista non abbia soddisfatto, per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali gli obblighi di informazione il termine per l’esercizio del diritto di recesso è, rispettivamente, di sessanta o di novanta giorni e decorre, per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Diritto di recesso per l’acquisto con credito al consumo

Qualora il bene sia stato acquistato, in tutto o in parte, con l’ausilio di un credito che il professionista o un terzo abbiano concesso al consumatore, l’esercizio del diritto di recesso risolve di diritto anche il contratto per la concessione del credito. Anche in questo caso, al consumatore non può essere addebitata alcuna penale per il recesso, né alcun obbligo conseguente. A tal fine, anche nell’ipotesi in cui il credito sia stato prestato da un terzo, l’obbligo di informare il terzo dell’avvenuto recesso da parte del consumatore, non grava sul consumatore, ma sul professionista.

Esclusioni

Non esiste il diritto di recesso per le vendite a distanza:

  • di strumenti finanziari;
  • tramite distributori automatici;
  • tramite telefono pubblico;
  • per la costruzione e acquisto di beni immobili (per i contratti di locazione a distanza esiste invece il diritto di recesso);
  • per la fornitura di prodotti alimentari o di uso domestico corrente consegnati con scadenza regolare;
  • di servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero, quando è prevista una data o un periodo determinato per la fornitura (per esempio con prenotazione);
  • di servizi la cui esecuzione sia iniziata prima di 10 giorni lavorativi;
  • di beni e servizi il cui prezzo è legato al tasso di interesse e non può essere controllato dal venditore;
  • di beni confezionati su misura o personalizzati
  • di prodotti audiovisivi o software sigillati aperti dal consumatore (per esempio un DVD sigillato);
  • di giornali, riviste e periodici;
  • di servizi di scommesse e lotterie.